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I Percorsi della Croce: itinerario in Campania del Teatro Sacro

I Percorsi della Croce: itinerario in Campania del Teatro Sacro

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“Nella cultura occidentale la croce è indubbiamente uno dei grandi simboli fondamentali: anche se per noi è connotato come un simbolo cristiano, ha alle spalle una sorta di lungo itinerario precedente. In uno dei dizionari fondamentali della lingua italiana, Salvatore Battaglia alla voce “croce”, immagina 40 significhi diversi”
Gianfranco Ravasi – Cardinale/Teologo

L’immenso patrimonio culturale della Regione Campania, oltre a includere musei, parchi archeologici, biblioteche e dimore storiche, comprende anche tante chiese e complessi monastici, alcuni unici in Italia e nel Mondo.

Partendo dal documentario I percorsi della Croce, viaggeremo per la Campania attraversando tutte le sue province alla scoperta delle chiese e dei musei che custodiscono le croci più importanti della storia della nostra regione e non solo. Inoltre, ogni itinerario si concluderà con una tappa suggerita da campania artecard, qualora volessi integrare il tuo percorso, e da alcune fonti per approfondire questo affascinante tema. Partiamo!

Itinerario A

Napoli

Il nostro itinerario parte dal cuore del centro storico di Napoli, a due passi dalla centralissima via Toledo. La nostra prima tappa è il Complesso di Sant’Anna dei Lombardi. Fondata nel 1411, la chiesa fu affidata ai preti olivetani, successivamente allontanati da Ferdinando I di Borbone in favore della Arciconfraternita dei Lombardi nella seconda metà del 700.

E’ un vero e proprio gioiello dell’arte rinascimentale toscana, grazie ai capolavori di Giorgio Vasari, Benedetto da Maiano e Antonio Rossellino. E se la sagrestia dipinta dal Vasari è sicuramente uno degli highlights da non perdere durante la tua vista e la Cappella Piccolomini rappresenta il più significativo esempio della cultura figurativa dell’ultimo Quattrocento toscano a Napoli, c’è un’altra preziosissima opera che vogliamo approfondire con te. Si tratta del celebre gruppo di terracotta del Compianto di Cristo di Guido Mazzoni.

“Negli ultimi secoli del Medioevo, tra il 200 e il 300, si diffonde in Europa, ma soprattutto in Italia, questa prassi del Teatro Sacro, delle Sacre rappresentazioni che rappresenta una parte importante   della religiosità di quel momento.”
Pierluigi Leone De Castris – Storico dell’Arte

 

Otto sono le statue in terracotta policroma che lo compongono, tutte a grandezza naturale e probabilmente con le fattezze dei sovrani aragonesi. Gli studiosi sono certi che due di queste rappresentino Ferdinando I e suo figlio Alfonso II di Napoli. Il Cristo è raffigurato disteso perpendicolarmente, rompendo così la scena. Questa scelta fu innovativa per l’epoca e rende unica quest’opera di Mazzoni, che nelle precedenti aveva optato per una collocazione del soggetto in senso orizzontale.

Su questa meravigliosa opera il Vasari disse « uno scultore […] chiamato Modanino da Modena, il quale lavorò al detto Alfonso una Pietà con infinite figure tonde di terracotta colorite, le quali con grandissima vivacità furono condotte, e dal re fatte porre nella chiesa di Monte Oliveto di Napoli, monasterio in quel luogo onoratissimo; nella quale opera è ritratto il detto re inginocchioni, il quale pare veramente più che vivo; onde Modanino fu da lui con grandissimi premii rimunerato.»

Scala (Sa)

 

A un’oretta di auto da Napoli, attraversando le curve della costiera amalfitana, si arriva a Scala, il più grande dei comuni della zona. Di origine medievale, conta sei borghi, uno più bello dell’altro, che in passato formavano un unico centro. Dopo aver fatto il pieno d’azzurro del cielo e del mare, dirigiti verso la Cattedrale dell’XI secolo, così imponente da farti subito capire l’importanza che allora doveva avere questo paese nel suo illustre passato. La semplice facciata romano gotica fa da contrasto con gli stucchi bianchi settecenteschi e con i grandi affreschi del soffitto dedicati a San Lorenzo, che hanno fatto di lei uno più pregevoli esempi di roccocò in Italia. Noterai subito il pavimento maiolicato e due pregiate acquasantiere, subito all’ingresso. Tre sono i grandi tesori qui custoditi: il calice medievale del XIV secolo, il più antico della Costiera dopo quello di Amalfi; due mitre, i  copricapi dei vescovi; il Cristo di legno, il vero protagonista del nostro itinerario, situato nella Cripta del Paradiso, l’unico esempio di architettura in stile gotico presente in Costiera Amalfitana. Il clima di devozione verso questo gruppo è ancora molto forte, infatti in passato il Cristo deposto veniva portato in processione per le vie del paese.

“Dei due gruppi medievali di teatro sacro in legno intagliato e dipinto che ci sono ancora in Campania, oltre a quello di Montevergine, quello di Scala è l’unico che conserva ancora almeno due delle sculture che facevano parte della sacra rappresentazione: la Madonna e il San Giovanni Evangelista, oltre al Cristo Deposto. Il carattere fortemente gotico e francese di queste sculture, indicano che lo scultore possa essere di età angioina”
Pierluigi Leone De Castris – Storico dell’Arte

Vuoi aggiungere un’altra tappa? Te la consigliamo noi!

A soli 5 minuti di auto da Scala c’è un altro gioiello della Costiera Amalfitana che merita una sosta: Ravello, che ha incantato nel passato personaggi come Wagner, che si ispirò a questi paesaggi per la scenografia di una delle scene del Parsifal. Ti consigliamo di raggiungere il Duomo del XI secolo, di origine benedettino-cassinese e dedicato a Santa Maria Assunta. Una volta varcata la soglia, custodita da un pregevole portone in bronzo del 1179, decorato con 80 formelle con bassorilievi, entra nel duomo e osserva il pulpito del 1272 e la cappella di San Pantaleone, patrono della città. Ma all’interno è presente anche il Museo dell’Opera del Duomo, dove è possibile ammirare numerosi reperti archeologici e artistici, custoditi in due sezioni, una antica e una medievale-moderna. Tra urne cinerarie, sarcofagi e sculture, le opere più significative che non puoi perderti sono il ritratto di Sigilgaida Rufolo, opera del 1272 di Nicola di Bartolomeo da Foggia, e il Falconiere, sculture legate al gusto antichizzante di Federico II già esposte con successo al Metropolitan Museum di New York e ai Reiss-Engelhorn-Museen di Mannheim.

ITINERARIO B

Montevergine (Av)

Il nostro secondo itinerario parte dalla provincia di Avellino: Montevergine, famosa per la sua magnifica abbazia.

La prima chiesa fu costruita nel 1126 e successivamente fu costruita l’abbazia sulle cime del Monte Partenio a 1270 metri, dove San Guglielmo era solito raccogliersi in preghiera, prima in solitudine, e poi in compagnia della comunità. Inizialmente fece costruire soltanto le celle per i religiosi e poi una piccola chiesa, devota alla Vergine Maria, che si sviluppò fino al massimo splendore dei secoli XII-XIV.

Durante gli anni dello Scisma d’Oriente, tra il 1378 e il 1420, cominciò il suo lento declino fino a quando la congregazione fu completamente distrutta nel 1807 e nel 1861. Il Santuario si salvò e oggi è possibile visitarlo. E allora non indugiare e entriamo! Il nostro percorso si concentra sul Museo di Montevergine, nato dall’esigenza dei monaci di custodire e preservare, a seguito dell’incendio prima e della caduta della navata centrale dell’Abbazia nel XVII secolo, le opere di estremo valore artistico e religioso. E’ qui che è custodito uno dei più preziosi gruppi religiosi d’Italia e della Campania: il crocifisso schiodato, dove il Cristo è rappresentato nel momento della deposizione dalla croce.

In origine il Cristo faceva parte di un complesso monumentale con la Vergine Addolorata e la Madonna e si trovava nella basilica. Ma continua la tua visita, sarai rapito dalla bellezza dei capolavori esposti, tra cui quelli di Luca Giordano, Mattia Preti e Andrea Vaccaro.

 

“I gruppi erano prevalentemente in legno per ovvi motivi di peso. Un recente studio ne ha censiti in Italia 24, di questi, 21 sono nel centro Italia, che fu il fulcro di questo tipo di devozione. Oltre a questi 21, ce ne sono almeno due importanti nell’Italia Meridionale, il primo, più antico si trova a Montevergine” Pierluigi Leone De Castris – Storico dell’Arte

 

Teggiano (Sa)

Ci spostiamo in provincia di Salerno, precisamente a Teggiano, riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia e gioiello del Vallo di Diano, dichiarato patrimonio Unesco. Il suo centro storico rivela la sua origine di roccaforte romana prima e medievale poi. E’ infatti al periodo normanno che risale il Castello dei Sanseverino, tra i più importanti dell’Italia meridionale. Proprio qui ebbe luogo uno dei fatti storici più importanti del regno di Napoli: la Congiura dei Baroni contro il Re Ferdinando I° d’Aragona.Nel 1485, il Principe  Antonello Sanseverino guidò i Baroni della zona alla rivolta contro il Re, poichè stanchi di contribuire costantemente alle spese militari reali. Ma lasciamo il castello e la sua vista mozzafiato sul Vallo di Diano e raggiungiamo la Chiesa della Pietà, sorta nel 1300 come convento benedettino e convertita dopo il 1475 in convento dei frati Minori Osservanti di San Francesco.

Attraversa il portico a tre archi e soffermati sul portale in pietra con al centro la scultura della Pietà e sul portone ligneo, entrambi risalenti alla fine del 1400. Varcata la soglia, ammira gli affreschi del XIV e del XV secolo e il meraviglioso coro ligneo situato nell’abside. Alza lo sguardo e lì ad aspettarti c’è il gruppo “del Compianto”: sei statue lignee policrome del 1505 attribuite a Giovanni da Nola e raffiguranti la deposizione con il Cristo morto, l’Addolorata, San Giovanni Battista, la Maddalena, Roberto e Antonello Sanseverino. Prima di andare via, non dimenticarti di visitare il grande chiostro in colonne di pietra, arricchito da affreschi del XIV e XV secolo.

Vuoi aggiungere un’altra tappa? Te la consigliamo noi!

A circa 15 minuti di auto da Teggiano si trova il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa: La Certosa di Padula o Certosa di San Lorenzo

La sua costruzione iniziò nel 1306, ma subì modifiche e ampliamenti fino al XIX secolo. Tra i tesori che non puoi perderti c’è la Chiesa con il meraviglioso altare maggiore, realizzato in scagliola e madreperla, i due eccezionali cori lignei e gli affreschi della volta; La Cappella del Tesoro con bellissimi stucchi settecenteschi; la Cucina, uno dei punti focali dell’attività certosina, dove ancora resistono tavoli di pietra, piastrelle colorate e affreschi sulla volta. Due sono sicuramente i punti più fotografati dai visitatori: lo scalone elicoidale e il chiostro grande, che misura quasi quindicimila metri quadrati!

Ti lasciamo con un consiglio: visita la sezione di arte contemporanea, ti sorprenderà!

Per approfondimenti:

Sant’Anna dei Lombardi

Duomo di Ravello

Abbazia di Montevergine

Certosa di Padula

Teggiano