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Avella: itinerario tra storia e natura

Avella: itinerario tra storia e natura

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Un bellissimo anfiteatro, quattro sepolcri e un castello raccontano la sua storia millenaria, mentre la natura imponente dei suoi monti e delle sue rocce stupisce i suoi visitatori. Circondata da alberi di nocciole, eccellenza italiana, e da colline dalla vista spettacolare sulle campagne. Se non ci sei mai stato, questo è il momento di organizzare una gita fuori porta o un’escursione ad Avella, che sorge nella provincia di Avellino, con vista sul Vesuvio e protetta dal parco regionale del Partenio, di cui fa parte.

Le origini

Gli Osci le diedero il nome di Abella, che si sottomise volontariamente a Roma nel 399 a.C., dopo essere appartenuta ad Etruschi e Sanniti, diventando uno dei più piccoli centri della Campania preromana e romana . Ma la sua storia è ancora più antica, alcuni frammenti e vasi qui ritrovati hanno potuto attestare che il territorio era abitato già nell’età del rame e nell’età del bronzo, 2000 anni fa. L’attuale centro abitato si è sviluppato sui resti di quello antico, e possiamo soltanto immaginare quanti tesori vi siano ancora sepolti. Tra quelli che hanno visto la luce, vanno ricordati il Cippus Abellanus del 150 a.C., il più noto reperto antico di questa parte della Campania ed esposto ora a Nola, che reca inciso, in osco, un trattato di pace tra le città di Nola e Avella e i numerosi reperti, tra cui vasi, statue, corredi funerari e ex-voto, ritrovati nelle necropoli circostanti. Tra le molte chiese del centro storico merita senz’altro una sosta la chiesa di San Pietro del secolo XIV, a tre navate in stile romanico con influenze arabo normanno e sede dell’antico vescovado di Avella

Le tappe da non perdere

Anfiteatro Romano

In Campania non è l’unico, probabilmente conoscerai già quelli di Pozzuoli, Santa Maria Capua a Vetere e Benevento. Ma il contesto in cui l’anfiteatro romano di Avella è inserito è davvero meraviglioso: protetto dalle rocce del Parco Regionale del Partenio e dagli alberi di nocciole, le famose nux abellanae. Fu costruito il I sec. a.C a ridosso delle mura di cinta, su un terrapieno nel settore sud-orientale della città, e rappresenta il primo nucleo del Parco Archeologico dell’antica Abella, che racchiude l’unico monumento oggi visitabile della città romana.

Una volta lì, noterai che la parte superiore è andata distrutta, mentre si è conservata la parte inferiore della cavea con i sedili in tufo. Ma una delle caratteristiche di questo anfiteatro è l’assenza di sotterranei e cunicoli, invece presenti in altri della Campania. Per avere un’idea di come fosse al tempo, bisogna far riferimento alla sua riproduzione sulla base della statua del 170 d.C. dedicata a Lucio Egnazio Invento, a cui si devono i giochi gladiatori ad Avella. Ecco allora che si rivela in tutta la sua imponenza la cavea che originariamente prevedeva tre ordini: ima cavea la più prestigiosa, media cavea e summa cavea, in cui il pubblico veniva disposto in base alle categorie sociali. Ma come si accedeva all’arena? Tramite due porte: la Porta Triumphalis, orientata verso la città e la Porta Libitinensis, destinata all’uscita dei gladiatori morti in combattimento. E’ probabile che la terza porta più piccola fosse invece destinata ai giudici.

Il castello di San Michele

Se sei appassionato di castelli, questo di Avella merita una visita! Opera dei Longobardi nel VIl secolo d.C. in onore di San Michele Arcangelo, è la perfetta sintesi delle tecniche costruttive militari adottate tra il VII e il XIV secolo d.C in Campania: grazie alla sua posizione strategica in cima a una collina, era possibile dominare il territorio circostante. La grande torre cilindrica, inglobata nella struttura difensiva detta dongione, è alta 20 metri ed è circondata due cinte murarie, una normanna e una longobarda, e nove semitorri. La torre presenta alcune piccole finestre, in parte crollate, e internamente tre locali sovrapposti, comunicanti tramite botole, mentre sono crollati. L’area ha permesso agli studiosi di riportare alla luce reperti di rilievo storico notevole, come il Cippus Abellanus, che ti abbiamo già descritto, alcuni edifici abitativi e una cisterna.

La necropoli

Se sei in visita ad Avella, la terza tappa da aggiungere al tuo itinerario è l’area archeologica della necropoli monumentale, risalente alla tarda età ellenistica e la prima età imperiale. Sono pervenuti fino a noi quattro mausolei funerari, appartenenti a famiglie nobili, realizzati in opus incerta o reticolata, simili nella struttura ad altri già presenti sul territorio campano. Si tratta di costruzioni dal corpo quadrato, con o senza camera sepolcrale, sormontate da un’edicola o da un piano superiore circolare o poligonale, con in cima una cuspide, cioè elemento architettonico a forma triangolare.
All’interno di uno di questi mausolei è stato ritrovata la testa del defunto, realizzata in calcare locale e raffigurante il suo volto, risalente all’inizio dell’età imperiale.

Hai un pass campania>artecard? Mostralo e potrai accedere con biglietto ridotto ai tre siti con un biglietto cumulativo per Anfiteatro Romano, Parco dei Mausolei funerari e Castello Normanno-Longobardo con servizio navetta e guida.

Immergiti nella Natura del Parco Regionale del Partenio

foto del Parco Regionale del Partenio

Per gli appassionati della natura, il Parco Regionale del Partenio è davvero imperdibile. Con i suoi 14.870,34 ettari, questa grande area verde è parte del versante Campano dell’Appennino Meridionale, abbraccia comunità montane e comuni delle quattro province campane. Il parco è caratterizzato da un mantello ininterrotto di boschi, di castagneti e faggeti e ricopre tutte le aree montane, unica per l’importante biodiversità faunistica. Qui infatti vivono diverse specie rettili, tra cui il ramarro verde, ma anche numerosi uccelli, che fa di questo parco un ottimo luogo dove praticare bird-watching. Se sei fortunato, puoi incrociare anche lupi, volpi, talpe e tanti altri mammiferi. Insomma, un prezioso polmone di verde e di natura, perfetto per una passeggiata green, lontano dal caos cittadino.

Puoi continuare il tuo itinerario naturalistico puntando alle rocce modellate dal carsismo del Vallone Sorroncello, alla cascata di Acqua Pendente o inoltrarti nella grotta degli Sportiglioni, paradiso per gli speleologi e gli appassionati, che rientra tra le 10 grotte regionali assolutamente da non perdere!

foto del Parco Regionale del Partenio

Vuoi aggiungere un’altra tappa? Ecco due consigli

Di grande interesse storico e artistico è la grotta di San Michele, a circa 350m di quota, che custodisce importanti affreschi in stile greco-bizantino dipinti tra i secoli XI e XIV. Situata a 2 km da Avella, la grotta eremitica si trova precisamente nel Vallone delle Fontanelle.
Altra tappa che ti consigliamo è l’Abbazia di Montevergine, consacrata al culto mariano nel 1126 a cui è annesso un museo che espone le opere d’arte custodite nei secoli dai monaci, tra cui uno dei più preziosi gruppi religiosi d’Italia e della Campania: il crocifisso schiodato, dove il Cristo è rappresentato nel momento della deposizione dalla croce. Proprio per questo l’abbiamo inserita in uno dei nostri itinerari dedicati ai Percorsi della Croce.