Parco Archeologico di Baia
L’area del Parco archeologico di Baia comprende resti imponenti di impianti termali e idraulici, le Cento Camerelle, la Piscina Mirabile, la tomba di Agrippina, il porto militare di Miseno, il teatro, le tombe monumentali: un patrimonio archeologico ineguagliabile.
Baiae fu il centro flegreo residenziale per antonomasia, ambìto dalle più eminenti
personalità romane e prescelto dalla famiglia imperiale stessa per la salubrità del clima e le proprietà terapeutiche delle sue acque. La più cospicua testimonianza di tale sfruttamento è il vasto ed articolato complesso architettonico delle cosiddette Terme, nel quale è da riconoscere verosimilmente ciò che resta del Palatium imperiale. Il complesso - nel quale è possibile distinguere vari nuclei edilizi e diverse fasi costruttive - si dispiega scenograficamente lungo il pendio della collina con una serie di terrazze, scalinate, portici, ninfei, e con ardite soluzioni architettoniche, come nelle Terme di Sosandra e nelle tre sale denominate dalla
letteratura antiquaria napoletana “Tempio di Diana”, “Tempio di Mercurio” e “Tempio di Venere”.
Oltre al complesso, che occupava - come recenti indagini subacquee hanno dimostrato - anche la zona attualmente sommersa per gli effetti del bradisismo, è possibile visitare l’adiacente parco monumentale che, inaugurato nel 1980 come area attrezzata a verde, racchiude al suo interno numerose strutture non ancora sistematicamente esplorate, ma senz’altro pertinenti al complesso
suddetto, il cui nucleo originario, identificato con la villa di C. Giulio Cesare, è stata recentemente riportato alla luce.
La maggior parte dei favolosi edifici di Baia è sommersa dal mare. Queste rovine costituiscono il Parco Archeologico Sommerso di Baia. Grazie ad escursioni con apposite barche e alle riprese subacquee, sono visibili pavimenti in mosaico, mura, colonne, e altri resti.
Riferibili ad una dimora imperiale sono i ruderi sommersi del Ninfeo di Punta Epitaffio, il cui complesso statuario di epoca giulio-claudia è stato riproposto con un nuovo allestimento ricostruttivo nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, istituito nel 1994 all’interno del restaurato Castello Aragonese. Nella vicina Bacoli, denominata in antico Bauli, sono ancora visibili una grandiosa cisterna sotterranea del I sec. a.C. denominata “Cento Camerelle” ed i suggestivi ruderi denominatiì “Sepolcro di Agrippina”, in realtà un teatro-ninfeo pertinente ad un’altra residenza imperiale.
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