Museo Archeologico Nazionale di Paestum
Di fronte all’area archeologica, il Museo archeologico Nazionale di Paestum, sorto nel 1952, raccoglie gli eccezionali reperti provenienti dalla città e dal territorio di Poseidonia-Paestum: documenta l’evoluzione e le trasformazioni della città, dalla fondazione della colonia greca tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C. fino all’istituzione della colonia latina, e illustra le trasformazioni nell’organizzazione sociale e pubblica, i riti religiosi, gli aspetti della vita quotidiana, l’arte e l’artigianato. Una sezione introduttiva ricostruisce la storia della scoperta del sito archeologico; un’altra è dedicata alla preistoria, con i corredi eneolitici della necropoli del Gaudo.
Un nucleo importante, nell’atrio, è costituito dall’insieme delle decorazioni architettoniche e scultoree provenienti dagli scavi dell’Heraion del Sele. Le famose metope arcaiche in arenaria facevano parte del primo Thesauros: di queste, diciotto sono dedicate alle imprese di Eracle.
A queste si aggiungono una serie di ex voto (frammenti di terrecotte, vasi, oggetti in metallo e in osso), che i fedeli offrivano alla dea Hera nel santuario. Notevoli le decorazioni a gronde leonine e le dieci metope superstiti del tempio maggiore dell’Heraion, che compongono una narrazione continua raffigurante un gruppo di danzatrici.
Di straordinario interesse sono le lastre tombali dipinte, tra cui la più celebre è la tomba del Tuffatore del 480-470 a.C., a cui si aggiunge il
ciclo delle tombe dipinte di epoca lucana. L’uso delle tombe dipinte si afferma a Paestum in modo assai diffuso nel IV secolo a.C., durante il dominio lucano. Si tratta di lastre affrescate: le più antiche sono decorate solo nella parte centrale, con fasce, corone, bende o rami; in seguito si afferma l’uso di vere e proprie scene figurate per le tombe maschili (prevalentemente guerrieri a cavallo con elmo e corazza, con la tipica scena del “ritorno del guerriero”) e di elementi decorativi per quelle femminili. La sezione romana documenta, attraverso diversi materiali, plastici e grafici di ricostruzione, l’evoluzione storica della colonia latina dal 272 a.C., anno della conquista romana della città, fino alla decadenza. La sezione espone notevoli esempi di statuaria, un tesoretto di denari d’argento e importanti documenti epigrafici.
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